Roberto Saviano è un caro ragazzo

17 mag

Panorama.it

Roberto Saviano è un caro ragazzo, dico sul serio. D’accordo, sciorina fiumi di parole, parole e parole, tenere alta l’attenzione non è facile. Vi dico la verità: spesso mi annoia, proprio non riesco a seguirlo. Del resto, anche il suo libro, unico libro, Gomorra, leggerlo fino alla fine è un esercizio di resistenza sovrumana. Quando arrivi alla fine, capisci che la mafia esiste, e lui, il guru dell’anticamorra, te lo racconta come pochi. Non una prosa che spicchi per fluidità e armonia, ma per dovizia di dettaglio e circostanza.

Il programma Quello che (non) ho assomiglia ai suoi conduttori, e non poteva che essere così. La prima puntata l’ho seguita per intero, alla seconda mi sono arresa subito. Il mondo diviso in bianco e nero, buoni e cattivi, dove ovviamente Fazio e Saviano sono l’incarnazione del giusto, del buono e del morale. Chi da loro si discosta è ingiusto, cattivo e immorale. Così, tra una battuta sulla ricrescita dei capelli dell’ex premier Berlusconi e l’aureo auspicio del “Mai più vorremmo sentire la parola burlesque” (?), va in scena il festival bonario dei luoghi comuni e delle banalità. (continua…)

Nitto Palma: “Subito l’amnistia, toccasana per la giustizia”

16 mag

Di seguito la versione integrale della mia intervista al senatore del Pdl Nitto Palma, già Ministro della Giustizia, pubblicata oggi su Il Giornale.

__

Senatore, il 25 aprile ha preso parte alla marcia dei Radicali per l’amnistia. E’ questa la linea del PDL?

No, non credo vi sia una linea del PDL. Sono personalmente convinto che l’ingolfamento processuale presente nei tribunali debba essere regolato per legge, non dai provvedimenti organizzatori dei singoli capi degli uffici. Questo è quello che consente parità di trattamento a tutti i cittadini. Ne trarremmo un duplice vantaggio: il disingolfamento delle cause e quindi la possibilità di canalizzare le energie della giustizia su cose serie. In genere l’amnistia riguarda reati che difficilmente possono concludersi con una sentenza definitiva in ragione della mannaia della prescrizione.

La pensava così anche da Ministro della Giustizia?

Certo, ma in qualità di Ministro non potevo che esprimere la posizione della coalizione di governo che all’epoca non mi sembrava fosse maggioritaria sul punto. (continua…)

Alemanno “per la vita”. Ti costringono a scriverne

13 mag

Avevo deciso di non scriverne, ma poi ti costringono a scriverne. Sia chiaro: i cartelli “L’aborto è violenza”, “194: già 5 milioni di morti”, “Ogni aborto è un bambino morto”, questo flusso di coscienza collettivo non mi sfiora. E’ libertà anche quella di marciare “per la vita” contro una legge dello Stato. E’ libertà anche quella di chi considera la vita “dono indisponibile di Dio” (come recita il manifesto dell’iniziativa), di chi ti chiama “assassina” perché tu hai scelto di non diventare madre. Le opinioni non costituiscono reato, mai. Non mi scandalizzano le esternazioni farneticanti di chi all’aborto regolato preferisce quello clandestino dei tavoli da cucina e dei cucchiai d’oro. Non la pensano come me, ma se tutti la pensassero come me sarei io a cambiare opinione. Sono contro il “pensiero unico”, compreso quello abortista.

Quando però ho visto il volto postfascista di Gianni Alemanno che partecipava alla marcia ho strabuzzato gli occhi. Non perché fosse lì: il sindaco di Roma ha tutto il diritto di partecipare a una marcia di cui condivide le ragioni, “a chiedere l’aiuto di Dio per una società smarrita” (sempre il manifesto dell’adunata). Che Alemanno sia contrario all’aborto, lo sapevamo. Ma lui ha fatto più. Alemanno non era lì a titolo personale, ma con tanto di fascia tricolore. Così, mentre si inchinava dinanzi al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, Alemanno rappresentava il Comune di Roma, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa sponsorizzata da Militia Christi e Forza Nuova. A questo punto ho dovuto scriverne. Alemanno ha marciato in qualità di sindaco contro una legge dello Stato. Disgustoso oltremodo. Sull’assurdità di chi equipara aborto e assassinio, è superfluo dilungarsi. Per il sindaco che ammanta delle sue personali e legittime opinioni l’istituzione che rappresenta, basta una parola: indecente. O, se volete, eversivo.

Giustizialisti democratici contro il compagno Lusi

4 mag

Panorama.it
Politicamente (s)corretta

Possiamo persino credere che il senatore Luigi Lusi abbia sottratto venti milioni di euro alle casse della Margherita senza che nessuno se ne accorgesse; che abbia speso fino all’ultimo centesimo in completa solitudine, senza che nessuno osasse metter becco; che abbia sottoscritto ogni uscita dal conto della Margherita senza che il Presidente di quel partito estinto eppur ricco avesse la minima contezza di alcunché.
Possiamo credere persino a questo, ma solo il processo potrà accertare fatti e responsabilità. Solo il processo farà emergere la verità, e fino alla sentenza definitiva Luigi Lusi, come ogni altro cittadino italiano, è da ritenersi presunto non colpevole. Lo stabilisce la Costituzione, la sacra e veneranda Costituzione che i Bersani e le Finocchiaro brandiscono con vigore contro il nemico quando conviene, e che oggi invece decidono di seppellire sotto uno spesso velo di ipocrisia contro il “compagno” di partito. Perché si è “compagni”, sì, fintantoché conviene. Poi capita che il “compagno” possa servire come agnellino sacrificale da dare in pasto alla folla agognante giustizia, e allora toh eccovi servito il piatto. (continua…)

Pannella su Il Giornale: L’amnistia è una riforma di struttura

4 mag

Il Giornale
26 aprile 2012
Per descrivere Marco Pannella bastano alcune righe scritte di suo pugno nel lontano1973. Tagliare anche solo una parola sarebbe un delitto. “Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se rivoluzionario”.

Oggi il leader radicale ha il codino bianco, e qualche anno in più. Insieme ai Radicali è sceso in piazza per la “Seconda marcia per la giustizia, l’amnistia e la libertà”. Una vita, la sua, consacrata alla battaglia per la vita del diritto. 67mila detenuti vivono stipati in celle che potrebbero ospitarne tutt’al più 45mila. Dall’inizio dell’anno si sono suicidati 18 detenuti. Contro questo bollettino di guerra e contro la bancarotta giudiziaria (9 milioni di procedimenti pendenti e 180mila prescrizioni l’anno), perPannella la parola d’ordine è una sola: amnistia.

Sono trascorsi sette anni dalla prima edizione di questa marcia. Non è cambiato nulla?

La prima marcia contemplava sia l’indulto che l’amnistia. Alla fine si fece solo l’indulto nel 2006, e in base a sondaggi non smentiti oggi sappiamo che il tasso di recidiva per chi beneficiò di quella misura è stato pari al 33,6%, che è meno della metà della recidiva ordinaria che supera il 68%.  Rispetto ad allora è cambiato semplicemente il fatto che oggi chiediamo l’amnistia. (continua…)

Emma Bonino: La Liberazione? Sì, dalla partitocrazia

25 apr

Panorama.it
Politicamente (s)corretta

Per i Radicali le feste comandate non esistono. Quando proprio non si può farne a meno, allora eccoli lì che ti stupiscono. La Liberazione? Certo, dal “sessantennale regime partitocratico”. E così il 25 aprile diventa il giorno della Seconda Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà. Ne abbiamo parlato con la vicepresidente del Senato Emma Bonino, la leader italiana più conosciuta in Europa.

Senatrice, sette anni dopo la marcia del Natale 2005 replicate oggi con una seconda edizione. E’ cambiato qualcosa da allora?

Non ci sono stati interventi strutturali e così la situazione si è persino aggravata. Il collasso del “sistema giustizia”, con i suoi dieci milioni di procedimenti penali e civili inevasi che coinvolgono oltre 20 milioni di cittadini, pone oramai la Repubblica italiana in uno stato di manifesta flagranza di reato, con vere e proprie violazioni quotidiane dei diritti umani. (continua…)

In marcia per la liberazione. Dall’illegalità

25 apr

Panorama.it
Politicamente (s)corretta

Si tiene oggi la Seconda Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà organizzata dai Radicali (con partenza alle ore 10 dal carcere romano di Regina Coeli).

I Radicali di Marco Pannella chiedono la “liberazione”, sì, dall’illegalità in cui versa la nostra malandata democrazia. Gli istituti penitenziari sovraffollati, i suicidi che si rincorrono tra detenuti e agenti di polizia sono il monito della flagranza di reato a carico dello Stato italiano. Eppure di amnistia destra e sinistra non vogliono sentir parlare. (continua…)